Condizioni geografiche e geologiche eccezionali.
Dopo Trapani, le sue saline e il suo eccezionale olio d'oliva, il nostro viaggio culinario continua nell'est della Sicilia, nella città di Bronte. Situato in provincia di Catania, la sua fama si basa soprattutto sulle sue caratteristiche geografiche. Bronte, infatti, è arroccata sulle alture dell'Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa, inserito nella lista del patrimonio UNESCO. È proprio la presenza di questa montagna infuocata che conferisce alla sua terra tutta la sua ricchezza e singolarità. Molto minerale, caldo e arido, presenta tutte le condizioni favorevoli per la crescita di numerose piantagioni. Tra questi l'albero del pistacchio è sicuramente il più rappresentativo e il più autoctono.

L'albero del pistacchio di Bronte, uno spettacolo unico.
«Non sappiamo con precisione quando sia iniziato, ma si dice che la sua presenza nella regione risalga a diversi secoli fa», ci racconta Emma, la felice proprietaria e gestrice di un pistacchieto situato proprio di fronte all'imponente versante nord-ovest dell'Etna, dove nasce anche il fiume Simeto. Emma, che ha vissuto e lavorato a Milano, capitale economica d'Italia, ha deciso di lasciare tutto per tornare nella sua terra natale e raccogliere l'eredità di famiglia. Le origini del pistacchio restano avvolte nel mistero: Persiani, Arabi, Fenici… è difficile individuarne con precisione la provenienza, se non che certamente proviene dal Vicino Oriente. Intorno al 900 d.C., gli Arabi sbarcarono in Sicilia, precisamente a Marsala; questa rimane ancora oggi l'ipotesi più plausibile. Riconoscendo il potenziale di questa terra e le sue somiglianze con la propria, questi primi viaggiatori decisero di innestare piantine di pistacchio sugli alberi locali. La loro intuizione si rivelò corretta, poiché il pistacchio Bronte divenne rapidamente fertile ed è oggi considerato il più prestigioso e di altissima qualità al mondo. Visivamente, lo spettacolo è altrettanto impressionante. Sulla strada tortuosa che conduce alla proprietà di Emma, ci fermiamo a bordo strada per raccogliere frammenti di magma nero sparsi in abbondanza sul terreno, resti di passate eruzioni vulcaniche. Lì, la forma dei pistacchi è sorprendente. Grazie al terreno ripido e accidentato, si sono adattati sviluppando rami con ramificazioni impressionanti e sorprendenti. Grazie al terreno arido, anche il loro apparato radicale è notevole. Capace di radicare in profondità nel terreno per raggiungere l'acqua, non necessita di irrigazione artificiale. Il suo tronco spesso è anche resinoso, e ricorda la consistenza e il profumo dell'eucalipto o persino dell'incenso, ricollegandolo ancora una volta ai suoi antenati orientali. Il pistacchio è costituito da tre strati: il fiore, il guscio e il frutto. All'inizio della sua crescita, il fiore è di un viola vibrante, poi sbiadisce gradualmente, passando dal rosa chiaro al bianco opaco, segno di completa maturazione.
Visitiamo Emma nei primi giorni di settembre, pochi giorni prima della raccolta. Un evento raro, poiché si verifica solo ogni due anni. L'albero del pistacchio, infatti, è produttivo in maniera cosiddetta biennale, il che lo rende ancora più raro e prezioso. Quest'anno la raccolta sarà fruttuosa, grazie alle abbondanti piogge e alla pendenza che protegge dall'eccessiva esposizione al sole, che negli ultimi anni è stato particolarmente virulento durante il periodo estivo.

A Mori, in tutte le sue forme.
Al Mori Venice Bar, i pistacchi provengono esclusivamente da Bronte e dalla proprietà di Emma. Lei si impegna a produrli nel modo più naturale possibile. Non vengono utilizzati additivi né irrigazione artificiale e la raccolta è interamente manuale.
Nei nostri gelati con la sua pasta, nella nostra pasticceria con la sua crema, o nei nostri piatti a base di frutta intera (carpaccio di branzino, pasta, ecc.), lo utilizziamo e lo presentiamo in tutte le sue forme.
MORI's, il nostro sito web per l'asporto e la consegna a domicilio, lo propone anche come crema spalmabile o pesto, ideale per la pasta. Recentemente, in una collaborazione esclusiva con Albero Galluffo, è stato aggiunto anche l'olio extravergine di oliva al pistacchio, a simboleggiare la sacra unione tra la Sicilia orientale e quella occidentale.





